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lunedì 10 ottobre 2011

Crocchette di Zucca Ripiene di Formaggiuso (dove "formaggiuso" sta per "formaggio fuso")

E' inesorabilmente tornato l'autunno. La magia delle foglie che cadono, il sole che tramonta con nubi più fredde e... etchiù! Poesia? Magia? Io sono a letto con la febbre, e SOLO questo mi ha permesso di rimettermi a scrivere sul Blog... Ma, tant'è. Quando ancora non ero così raffreddata da scambiare il gusto del gorgonzola con il galbanino, mi sono cimentata in questa ricetta così esaltante che non poteva passare inosservata! QUINDI, bando alle ciance, ai fazzoletti moccolosi (con cui devo anche asciugare il monitor...!!) e al freddo nelle ossa: partiamo con gli ingredienti (che MIRACOLOSAMENTE sta volta li avevo tutti!):


  • una zucca mantovana (che da pulita dev'essere circa 500 gr)
  • un uovo
  • pangrattato come se piovesse
  • parmigggggiano
  • pepe
  • una cipolla media (dipende dal grado di alitosi desidereata)
  • sale
  • olio evo
  • un formaggio a scelta per il ripieno (io ho messo mozzarella, ma vorrei provare con un ripieno di gorgonzola..mmm....)
Ora vediamo di capire come agire senza rovinare la poesia autunnale o far crollare dei saldi principi zen. Prendete il computer e cercate un film a scelta di samurai. Guardatevi tutte le scene possibili con la katana. Perchè? Bhe, io non so che forza fisica abbia un essere umano medio, ma la mia zucca mantovana era un sercio, dura come un sampietrino e resistente agli urti come uno pneumatico. Allora, la zucca mantovana... Infatti, ma perchè!? Io prima di assaggiare l'impasto, mentre bestemmiavo con i miei aiutanti (eh si, ci siamo evoluti!) per cercare di separare la polpa della zucca dalla buccia marmorea, mi chiedevo solo una cosa: MA PERCHE' CAVOLO NON HO COMPRATO LA ZUCCA GIALLA GIA' TAGLIATA!??!? L'unica risposta che mi sento di darvi è che la zucca mantovana, che è questa (o almeno credo lo sia!), è la cosa più dolce e buona che lingua umana abbia mai avuto l'onore di assaggiare. Le papille ringraziano (a anche la bolletta del gas, visto che passa dal marmo al burro in 10 minuti!!!). Però, prima di arrivare a questa consapevolezza angelica, ho passato tutti i gironi dell'inferno con la mia katana, non c'è altra soluzione.
Quindi: allenatevi!

Dopo questo allenamento (che anche senza mare viene bene) direi che potete iniziare ad inveire contro la vostra zucca. Potete farcela! Allora, dopo che sarete ricoperti di filacci di zucca in tutte le parti anatomiche conosciute ed esposte, cercate di eliminare i semi e ricomporre il risultato in tanti dadini di polpa gialla. Riponete con cura la katana, chiamate l'ambulanza per gli eventuali decessi avvenuti in cucina e dedicatevi alla cipolla.
Qui dovrebbe essere facile, tagliatela finemente con una mezzaluna e stop.
Ora, un goccio d'olio in un padellone che riesca ad ospitare comodamente i dadini di zucca (ed eventuali dita mozzate) poi mettete la cipolla e la zucca. Salate bene, fatela saltare e, dopo aver messo mezzo bicchiere di acqua, coprite con un coperchio. Ora dedicate i 10-15 minuti in cui la zucca si cuoce per:

  1. piangere i caduti in questa battaglia con la katana
  2. chiamare i parenti delle vittime
  3. organizzare un funerale
  4. pulire la cucina dai residuati bellici.
Fatto questo, togliete il coperchio, fate evaporare TUTTA l'acquiccia rimasta e trasferite il tutto in un ciotolone. Con una forchetta schiacciate tutto fino a farlo diventare un purè. Aggiustate di sale e pepe e fate raffreddare un po'. (nel frattempo potreste tagliare il formaggio scelto in dadini piccini). Unite l'uovo, il parmiggiano e tanto pangrattatto quanto vi serve per ottenere un composto abbastanza appallottolabile.
Ora, respirate. La cosa migliore secondo me (e secondo tutte le nonne del mondo) è mettere una bacinella piena d'acqua sul tavolo da cucina, ma non contro il malocchio, bensì per bagnarvi le mani in modo che la poltiglia non diventi un secondo strato epidermico sulle stesse. Quindi, con l'accortezza di bagnarvi le mani ad ogni polpettina, fate delle pallette (e non dei polpettoni disumani come ho fatto io per la poca voglia che avevo!).  In ogni palletta mettete uno o due dadini di formaggio e fatela rotolare nel pangrattato.
Fatto questo, ungete una padella e mettetele in forno finchè non sono dorate. Oppure, friggetele in padella... tanto la prova costume non si deve più fare!

Il risultato è stato sorprendente e, se siete fortunati come me, avrete ancora qualche aiutante superstite per gustarle, sennò... bhe, potreste sempre invitare i parenti delle vittime! :)

domenica 27 febbraio 2011

Pasticcio di Patate, Zucca e Mozzarella (lo so, dovrei fare la spesa!)

Avete presente il freddo che fa a Siena in questi giorni? Bene, io si!
Quindi, essendo anche domenica, non mi sembrava proprio il caso di andare a fare la spesa... ok opinabile!
ERGO facciamo il reoconto frigorifero:
  • una patata
  • una mozzarella
  • un uovo
  • crema di zucca avanzata
  • un cucchiaio di ricotta di pecora avanzatissima (della serie, raschiamo il barattolo)
  • parmigiano morente
Aggiungendo a questo qualche altra cosa, ho inventato una cosa slurposissima!

Prendete la vostra tristissima patata, sbucciatela e fatela a cubetti e lessatela.
Nel frattempo avendo la crema di zucca già fatta l'ho solo scaldata, se volete farla ex-novo prendete una fettina di zucca, fatela a cubetti e rosolatela in padella con un goccino d'acqua facendola spappolare ben bene.
Una volta lessata la patata (ma, volendo essere ottimisti anche LE patate, magari VOI avete ospiti, e non vorrei vedere sangue in cucina per un'unica patata) schiacciatela e mescolatela con l'uovo, la ricotta, il parmiggiano (più forte di me, più G ci sono, più sono felice), sale, pepe e un goccino d'olio. La zucca ormai sarà pronta. Preparate una pirofila ungendola con olio e ricoprendola di .pangrattato.
Ora, in vero stile ratatouille, mettete uno strato di composto patatoso, uno di zucca, uno strato di fettine di mozzarella e un ultimo strato di patate, ricoprite di pangrattato e, VOILA!
In forno 20 minuti finchè nn fa la crosticina...
(baviccia mia, ma mirke è in messico, niente assaggiatore!)

domenica 16 gennaio 2011

Spezzatino con Patate (al primo tentativo!)

Un po di tempo fa, spippolando tra le pentole, io e Mirko abbiamo scoperto che se lo spezzatino si cuoce per TANTO TEMPO, viene morbido e burroso.
Non fate le facce di chi già lo sapeva, per noi è stata una rivelazione!
Praticamente, il contrario di quello che si fa con la carne alta toscana (vedi tagliata) che va appena scottata per farla restare tenera...
Quasi insospettiti da questa strana scoperta, avevamo fatto un tentativo di mezz'oretta di cottura e funzionava.
Allora oggi facciamo le cose per bene, che tanto Mirke è a fare i giochini al computer e la sua fame non recalcita :)

Allora, sta volta la spesa si fa per bene:
  • una vaschetta di spezzatino di manzo (se avete un macellaio low cost, tanto meglio!)
  • 3 patate
  • una carota
  • una costa di sedano
  • uno spicchi d'aglio
  • mezza cipolletta
  • un rametto di rosmarino
  • una foglia di alloro (oggi sono pignola!)
  • sale e pepe q.b.
  • olio e.v.o.
  • mezzo bicchiere di vino rosso
  • farina q.b.
  • brodo vegetale
Ok, premetto che questa ricetta è per tutti quelli che non hanno la pentola a pressione, questa magica soluzione a tutti i problemi di tempo!
Prendiamo la carota, il sedano, la cipolla e l'aglio e tritiamoli (no, oggi niente minipimer!).
Mettiamo un po' d'olio nella pentola, e una volta caldo facciamoci rosolare il trito, aggiungendo il rosmarino e l'alloro.
DEVE ROSOLARE, via di mezzo tra carbonizzare e sciacquettare nell'olio.
Nel mentre infarinate i pezzetti di carne (giusto un pò se no verrà un pappone immondo!)
Buttateli nella padella (no, era una pentola!) e fateli rosolare anche quelli. Ci vogliono cira 10 minuti, non abbiate fretta! Devono formare quella gustosa crosticina fuori!
Ora, mentre aspettate, invece di togliervi i punti neri allo specchio, preparate il brodo e tagliate le patate.
Se siete veloci vi resteranno 2 secondi per grattarvi la testa, se no lasciate le patate LONTANO DAL CANE (esperienza) e fiondatevi a mettere mezzo bicchiere di vino rosso nella carne per farlo sfumare.
In tutto questo primo tempo il fuoco è medio-alto!
Quando è che il vino è sfumato?
Quando non si sente più l'odore di alcool, ossia quando avvicinandovi alla pentola non sentirete più la fiatella di un dopo sbronza di un manzo bruciacchiato al sole... Ma come, mai visto un manzo sbronzo?

Ora, se vi sembra che il vostro vitello abbia passato la sbornia, versateci sopra il brodo, le patate e fate cuocere a fuoco bassissimo per circa un'oretta.

Dovrebbe, e dico DOVREBBE, essere venuto ottimo, ma non posso dirlo con certezza che il mio sta ancora cuocendosi! (ma dall'odore promette bene!)

Vi farò sapere... :)

mercoledì 12 gennaio 2011

Polpettone al Forno ripieno

E che blog di ricette sarebbe senza il polpettone della mamma??

Quindi inizierei con questo:

Come che c'entra? E' la mia colonna sonora da polpettone, aiuta, fidatevi! :)

Ingredienti (mahna mahana!): (x2)
  • 300 gr di carne macinata
  • un pezzetto di pane o 3 fette di pan carrè
  • un goccetto di latte (mahna mahana!)
  • un uovo
  • una manciata di parmiggiano (e chi mi dice che si scrive con una sola G, sappia che la seconda è per il gusto)
  • 3 fette di galbanino
  • 3 fette di mortadella
  • sale q.b.
  • olio e.v.o.
  • colonna sonora dei muppets a ripetizione
Ora, togliete tutti anelli e anellucoli che avete e mettete in una ciotola il pane e ammollatelo con un goccetto di latte. Poi mettete la carne, il parmiggiano, l'uovo, il sale e godetevi l'impastamento.
(per vedere se era buono di sale, mia mamma lo assaggiava... oddio, se vi regge, fatelo!...io no) 

Lavatevi le mani (se no vi sguiscierà tutto via dalle stesse e vi ritroverete dopo due anni con i bicchieri e ogni cosa che avete toccato ancora ricoperta di polpettone secco, parola dell'esperienza!) e tagliate le fette di galbanino a cubetti, la mortadella a striscioline.
Ora, a meno che non volete fare le acrobazie con i piedi e la massa di polpettone, cosa che ho provato miserevolmente a fare, schiacciate il polpettone su un piatto e metteteci il ripieno.
Richiudete il polpettone (io mi sono sentita tanto brava quando ci sono riuscita) in modo da impedire la fuga al formaggio.
Scaldate il forno a 180° e ungete il vostro polpettone con le mani intrise d'olio.
Mettete il polpettone in una teglia, infornate e cuocete per mezz'oretta.

Ora, mia mamma lo faceva in pentola, ma io ho pentole troppo piccole in questa lilliput-casa, ma si può fare anche così, è ottimo.

p.s. io ho approfittato del forno per metterci anche le patate... gnam!

lunedì 10 gennaio 2011

Quaglie al vino bianco con pomodorini pachino

Questi simpatici animaletti li avevo visti solo nel pollaio di mia sorella, sono mitici, sembrano delle piccole gocce paffute dotate di zampe atletiche.
Il mio sogno era rapirle dal pollaio e portarle a Siena, dove sarei andata in giro con un esercito di sette quaglie corridrici...
Gironzolando per il supermarket con Mirko, abbiamo trovato delle quaglie, una vaschetta da 4, già pulite e pronte per la cottura! Ottimo si fanno!
Come ricetta ho usato quella con cui mi a mamma fa il pollo a pezzi (bavetta...)

Ingredienti:
  • 4 quaglie già eviscerate
  • 5 pomodorini pachino
  • un bicchiere di vino bianco (inutile dirvi che il mio era sempre tavernello, vero?)
  • uno spicchio d'aglio
Allora innanzitutto vi dico di NON FARE COME ME. Ossia preparatevi prima.
Le quaglie, una volta tolte dalla vaschetta, NON SEMBRANO AFFATTO PICCOLI POLLETTI.
Le quaglie sono così.
Le mie avevano le zampe ancora più lunghe, somigliando terribilmente a piccoli uomini in miniatura.
Orrore. ORRORE.
Ok, ma che facevo? Tutto si può fare!
Quindi, tra urla di terrore e crisi di panico, pari solo a quella volta che con mia madre dovevamo cucinare l'aragosta (che per chi non lo sa va cotta DA VIVA), sono riuscita a mettere un filo d'olio nella padella, schiacciare lo spicchio d'aglio e buttarci le quaglie a rosolare.
Devono rosolare bene, in ogni punto, il che significa che le vedrete in ogni angolazione, ripeto PREPARATEVI.
Fatele quindi rosolare bene e quando lo sono, versateci il bicchiere di vino bianco.
Lasciatelo evaporare e dopo che sarà asciugato mettete i pomodorini tagliati in quarti.
Salate e pepate e coprite con il coperchio.
Fate cuocere a fuoco medio per mezz'oretta, girando di tanto in tanto le quaglie.
Se dopo la mezzoretta il risultato è troppo liquido, fate asciugare il sughetto ottenuto a fiamma alta e senza coperchio.
A mio parere è mooolto più buono se i pomodorini bruciacchiano un po'!

Ora, servite e attaccate le quaglie con tutta la verve che avete, facendo attenzione alle piccolissime ossa acuminate!

(commento di mirko: "ottimo! ma ci si mette troppo a mangiarle" ...no comment, se non che le farò una volta ogni morto di papa)